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La Maddalena,
capoluogo dell’arcipelago è città piccola, ma vera,
attraversata dai
carrugi,
il nome genovese dei suoi
vicoli stretti,
sovrastati dalle case che risalgono la collina che sta sopra
Cala
Gavetta,
il porto storico attorno al quale si è sviluppato tutto
l’abitato.
La Maddalena non
perde mai il suo aspetto di porto di mare, con il continuo
andirivieni dei traghetti. Certo, l’inverno non è come
l’estate, brulicante di turisti, ma qui si sente che dietro
c’è un pò di storia da raccontare, come si sente che questa
storia viene dall’intreccio di
culture diverse.
Corsi,
galluresi,
genovesi
e
campani,
qualche
inglese e
oggi anche gli
americani
si sono incontrati in quest’isola.
E lo si sente
nel dialetto dei maddalenini
che, per tutti questi influssi, è diverso dal gallurese, anche
se la Gallura è vicinissima, appena di là del mare.
Non a caso
Mario
Soldati
così scriveva: “La Maddalena è, per così dire, un
microcosmo autosufficiente, staccato con il suo arcipelago
dalla Sardegna, emerso con le sue rocce tra Sardegna e
Corsica; frammento estremo e frastagliato d’Italia, che
riflette in sé l’intera penisola e, in un certo senso, il
mondo intero”.
Sono trascorsi
più di trent’anni da quando il turismo ha iniziato a
trasformare la costa nord orientale della Sardegna.
In Costa
Smeralda
si sono sviluppati insediamenti e infrastrutture dove prima la
macchia regnava sovrana,
a La Maddalena
si è trasformato non solo il territorio, ma anche i modi di
vita degli isolani.
Se sono
giovanissimi i borghi e le zone residenziali del piccolo
impero turistico della Costa Smeralda, La Maddalena non
raggiunge i 300 anni di età. E ancora oggi, a esclusione di
Caprera, Santo Stefano e Santa Maria,
le isole minori
sono disabitate
e La Maddalena è l’unico vero centro abitato.
Può sembrare una
contraddizione,
ma sono proprio
le attrattive sulle quali si basa
il turismo di
oggi, il
mare, il vento, una natura selvaggia, ad aver a lungo
scoraggiato
l’insediamento dell’uomo in queste terre.
Non deve
meravigliare
che le testimonianze più antiche della presenza dell’uomo,
raccolte nel riparo di
Cala Villamarina
a Santo Stefano
e nel
tafone di Cala Corsara a Spargi,
siano datate tra
8000
e 5000
anni fa. |
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