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..:uno
sguardo sott'acqua:..
Se siete
interessati al "mondo sommerso", potete usufruire dei vari
corsi subacquei organizzati dai diversi Diving Center
presenti sull'isola.
Di certo non
passerà inosservata la posidonia; la
diffusione di questa fanerogama (è una pianta superiore e
non un’alga!) è rivelata dagli accumuli di detriti
piaggiati, spesso richiamata dai toponimi delle spiagge:
Cala d’Alga a Spargi è un nome eloquenti.
L’ambiente
sommerso
è fortemente caratterizzato dall’evoluzione geologica che
ha portato al rapporto attuale tra mare e terre emerse:
attorno alle isole e lungo la costa si estende un vasto
bassofondo che raramente supera i 40 metri, sui quali sono
insediati numerosi rilievi, le secche, che giungono a
pochi metri dalla superficie.
Soltanto nei
canali tra Spargi e Budelli e tra Caprera e l’isola delle
Bisce la profondità scende oltre i 50 metri,
superando però di poco i 60.
I fondali
poco profondi, gli stretti passaggi tra le isole, le
frequenti risalite e un regime di venti relativamente
costante causano correnti impetuose non solo in
superficie, ma anche in profondità.
Le correnti
trasportano grandi quantità di materiale organico che
favorisce l’insediamento di filtratori e sospensivori: è
l’ambiente ideale per le gorgonie. Gialle, bianche e
rosse, formano colonie ramificate che spesso raggiungono
grandi dimensioni e da esse si protendono i tentacoli di
innumerevoli piccoli polipi.
I luoghi
elettivi per osservare le foreste questi animali
sono le
secche, che proprio per la loro collocazione al centro dei
flussi della corrente offrono l’ambiente più favorevole.
Al largo di Spargiottello c’è la secca omonima dove le tre
specie di gorgonie vivono insieme.
Tra Spargi e
Budelli di fronte a Punta Zanotto
la secca Washington
risale fino a 6 metri dalla superficie: il versante
settentrionale degli scogli sommersi è interamente coperto
da grandi ventagli di gorgonie rosse insediate su pareti
verticali dove i colori delle spugne e degli cnidari si
sprecano: gialli, rossi, arancioni illuminati dalla torcia
sono uno spettacolo di grande impatto.
Ma c’è un altro aspetto che colpisce lungo i versanti
della secca. Le forme delle rocce sono le stesse di quelle
emerse: enormi blocchi arrotondati, con profonde fessure,
cataste di massi rotondeggianti e tafoni di dimensioni
tali da poterci nuotare dentro. Un’altra dimostrazione di
come un tempo i fondali dove oggi ci si immerge con
l’autorespiratore fossero colline e valli ben fuori
dall’acqua e sulle quali gli uomini di allora camminavano,
cacciavano, trasportavano le merci e cercavano riparo.
Sono
numerosissime le secche e tutte offrono la possibilità di
osservare scenari e organismi affascinanti: alla
secca di
Budelli,
detta anche dello zoppo, si possono incontrare grandi
tritoni e cernie.
Pur essendo
le forme del granito un filo conduttore omogeneo, ogni
punto di immersione ha
caratteristiche peculiari: le
località più classiche sono la
secca di Razzoli, quella
di
Punta Marginetto, la secca del Canale,
Punta Coticcio e
Punta Battistone.
Una delle zone in assoluto più belle è la secca dei
Monaci, un’ampia risalita con diversi punti che arrivano
vicino alla superficie e dove ai rossi delle gorgonie e al
giallo delle margherite di mare si aggiungono una
straordinaria limpidezza dell’acqua e lo spettacolo del
passaggio di dentici e ricciole.
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